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leggi tutela consumatori difetti autovetture
n termini estremamente generali, consumatore è colui che fa un uso personale, e non professionale, del bene. Dunque, il taxista o il noleggiatore non sono consumatori. Alle categorie del consumatore e del professionista si applicano così normative differenti; probabilmente, nel settore della vendita delle autovetture tale partizione è ingiustificata perché fonte di inutili complicazioni per i concessionari.
Sarebbe stato opportuno estendere le norme sui consumatori anche ai professionisti.
Va altresì rilevato che per il rispetto delle norme a favore dei consumatori possono agire, oltre, ovviamente, gli interessati anche le Associazioni di consumatori (v. art. 3 L. 281/98).

Alcune azioni giudiziali promosse da queste Associazioni hanno avuto successo (v. caso Altroconsumo / Fiat – Lancia, disponibile sul sito web dell’associazione).
Vanno considerate in questo contesto “ambientale” anche le norme comunitarie (direttive) sulla responsabilità da prodotto (difettoso) e da prodotto pericoloso.

prodotto difettoso auto autovetture
L’autovettura è, infatti, un bene di consumo potenzialmente idoneo a provocare danni. Se si esamina tale aspetto nella relazione produttore > utilizzatore, si introduce il concetto di responsabilità da prodotto; se lo si esamina sotto il profilo della sicurezza generale del prodotto ai fini della tutela del cittadino, si introduce il concetto di responsabilità da prodotto pericoloso.
La responsabilità da prodotto compare in Italia con il D. P. R. 224/88 attuativo della
Direttiva CEE 85/374; essa grava sul produttore che immette in commercio un bene
che non offre la sicurezza che ci si può legittimamente attendere, tenuto conto di
determinate circostanze ( le sue caratteristiche, la pubblicità, le istruzioni, l’uso cui
può essere ragionevolmente destinato ed il grado della conoscenza scientifica a quel
momento). Si valuta il comportamento tenuto dall’utilizzatore alla stregua della
persona media e non in base alla specificità del contratto (in questo senso la
responsabilità è oggettiva), tant’è che si tiene conto anche della presentazione del
bene nella pubblicità del produttore. La responsabilità opera quando si verifica un
danno malgrado l’uso del bene conformemente alle istruzioni, il produttore va esente
da responsabilità in caso di uso anomalo. Provato l’uso conforme, si supera la
difficoltà della prova del nesso di causalità, prova che, per le difficoltà tecniche,
difficilmente potrebbe essere assolta dal danneggiato1.
rapporti costruttore concessionario
Nella vendita tra costruttore e concessionario non valgono le stesse regole che regolano il rapporto tra rivenditore e consumatore. Nel primo rapporto valgono le “vecchie” norme del codice civile (art. 1490 e segg. c.c.) se il contratto è intervenuto tra le parti italiane, oppure quella individuata dal diritto internazionale se la vendita è avvenuta con una controparte estera.
Se una delle parti appartiene a paesi firmatari della Convenzione di Vienna del 1980 sulla vendita internazionale, cui ha aderito la maggioranza degli Stati, si applicheranno rimedi del tutto simili a quelli visti in precedenza. Questa Convenzione prevede che il difetto di conformità può: a) essere denunciato entro un termine ragionevole e b) fatto valere entro 24 mesi dalla consegna del bene. Se il compratore
si accorge del difetto di conformità, può fissare un termine al venditore affinché provveda alla riparazione a sue spese; in ogni caso il venditore può sempre chiedere di effettuare le riparazioni in un termine ragionevole. In caso di difetto grave ( inosservanza essenziale del contratto nel testo italiano e “if the lack of conformity constitutes a fundamental breach of contract” in quello inglese ) il compratore può chiedere la sostituzione del bene. Alternativamente può chiedere di ridurre il prezzo
proporzionalmente alla differenza fra il valore che le merci effettivamente avevano ed il valore che le merci avrebbero avuto o la risoluzione del contratto.

 

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